Benvenuto a Cifre.
"Cifre" mi è sembrato il nome più adatto per designare l'essenziale di ciascuno, tanto più se "residente" in un luogo virtuale.
La parola cifra è usata, nel linguaggio letterario, per indicare la peculiarità dello stile di un autore, ciò che ne garantisce la interpretazione più autentica, la lettura più originaria.
Viene usata anche per "tratto", "segno", "traccia". Il suo etimo è arabo : "sifr" ovvero zero, nulla. Anche "zefhir": zefiro, soffio.
"Sifr" giunge fino a noi con la numerazione araba, a sua volta mutuata da quella indiana, assieme alla nozione di zero, così immediatamente importante per il calcolo e la matematica.
"Cifra" diviene il nome per tutte le cifre da zero a nove. Ovvero di quei segni, quei "nulla", che sono tuttavia significanti della molteplicità delle cose, astratte e concrete.
E fin qui, sarebbe anche troppo generico.
Infatti, cifre, sono dette inoltre le iniziali del proprio nome e cognome fin anche ricamate sui capi di biancheria e variamente adornate.
Sono anche i "monogrammi" che, similmente al ricamo, sono incisi su di un anello, su di un sigillo, sul colophon di una tavoletta di argilla cuneiforme come su quello di una pagina web, o accanto alla propria URL.
L'ambizione di tracciare il solco per la fondazione della nostro borgo virtuale non poteva che procedere da una divisione, la stessa che insiste tra numero e cifra, tra la quantità delle cose e quel che, pur supponendola, già si volge alla loro qualità, alla loro essenza.
A coloro i quali vorranno risiedere in questo borgo, chiediamo di aprire la loro porta, oltre che i loro uffici, alla libera interlocuzione di chi vorrà incontrarli.
Ai naviganti offriamo un porto etrusco per un approdo lontano dai marosi o dalle nebbie; un punto di incontro agli antipodi degli affollati eremi telematici d'oggi e di domani.
Quel che di essenziale chiediamo è, entrando, di gettare l'inutile zavorra, uscendo, di far di noi parola.
Kasap Aia.